Storia

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La firma dell’accordo stipulato tra l’ex presidente Oriano Mostacchi e l’attuale numero uno del club di via Valeriana, Michele Rigamonti, rappresenta solo l’ultimo capitolo di una lunga storia iniziata nel 1932.

Venne fondata con la denominazione Sondrio Sportiva, unendo Unione Sportiva Sondrio e Sport Club Sondrio, riuscendo a militare negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale tre volte nel campionato di serie C.

Il campo di gioco era nella zona di piazzale Valgoi e il primo torneo affrontato fu quello di Terza Divisione chiuso al quinto posto. Negli anni ’40 ci fu il debutto il Prima Divisione lombarda, terminato in seconda posizione. Sospesa l’attività nel 1943 a causa del conflitto bellico, nel 1945 il Sondrio ripartì dalla serie C, chiudendo quarto nella stagione 1946-47, retrocedendo però nei due anni successivi. Nell’annata 1949-50 mister Egidio Capra fu l’artefice del salto in Promozione, con Arturo Schena presidente.

Gli anni Cinquanta segnarono il salto in Quarta Serie, l’attuale serie D, grazie alla squadra di ottimo livello allestita da Giovanni Rigamonti e condotta da Aldo Ducceschi, con il bomber Dell’Oro e il capitano Della Franca assoluti protagonisti.

Nel 1960 fu inaugurato il nuovo stadio alla Castellina, ma i risultati sul campo non furono esaltanti, anzi videro i biancazzurri retrocedere, venire ripescati, per poi ritornare ancora in Prima categoria.

Orazio
Orazio Rancati 

L’inizio del decennio successivo non portò a grandi risultati, ma segnò invece l’arrivo di uno dei personaggi capaci di scrivere pagine gloriose della storia del Sondrio: Orazio Rancati. Dapprima come allenatore-giocatore, successivamente come mister, l’ex centrocampista di Inter, Genoa, Parma e della Nazionale ai Giochi Olimpici del 1960 fu importante punto di riferimento per il sodalizio del capoluogo.

Nella stagione 1977-78 arrivò il salto in Promozione, col mitico Cesare Del Gener goleador e con giocatori indimenticabili quali Enzo Tognini, Giordano Bruseghini, Alcide Molteni e Claudio Giussani. Presidente fu Giacomo Frigerio.

maraschi
Francesco Maraschi 

Dopo due terzi posti consecutivi, arrivò il salto nell’Interregionale nella stagione 1980-81, quando il nome del Sondrio comparve ogni lunedì sulle pagine de La Gazzetta dello Sport che riportava puntualmente in un articolo di spalla i risultati dei vari gironi. L’imprenditore del capoluogo Enrico Rebai prese le redini del club, mentre tra i pali si segnalava Paolo Bordoni, destinato a una brillante carriera tra i professionisti. Nella stagione 1984-85 la Castellina venne gremita in ogni ordine di posto per assistere allo spareggio salvezza con la Gallaratese vinto 2-0 con reti di Tognini e Marco Pedretti.

L’anno seguente iniziò però un rapido declino, che portò il club in Prima categoria. Si dovette attendere l’arrivo di Francesco Maraschi in panchina con Luigi Mescia presidente per risalire in Promozione grazie allo spareggio giocato a Lecco contro la Galbiatese e vinto ai rigori. Non fu un periodo facile, contrassegnato da risultati interlocutori, da una salita in Eccellenza subito compromessa con la retrocessione e da una grave crisi societaria. Enrico Rebai e Oriano Mostacchi presero le redini del club e con Maraschi, Flavio Ambrosini ed Emilio Chistolini, l’ex Udinese Cesare Cattaneo e l’ex Ascoli e Como Giuseppe Marozzi riuscirono a mantenere la categoria.

Dal 1993 Mostacchi guidò da solo il club portandolo al suo massimo splendore. L’ex Como Renzo Gobbo e l’allenatore lecchese Roberto Arrigoni sfiorarono la promozione in Eccellenza, arrivata nel 2000-2001 al termine di un emozionante spareggio giocato a Galbiate contro la Concorrezzese del bomber Marelli, travolta 3-1 dalla doppietta di Aloisio e la rete di Codazzi di fronte a una tribuna colorata di biancazzurro. Retrocessi l’anno seguente, ma risaliti in quello successivo sempre con Arrigoni mister, i sondriesi arrivarono a giocarsi i playoff per la serie D con Flavio Ambrosini in panchina, ma la Tritium di bomber Pesenti si rivelò ostacolo troppo arduo da superare. La storia si ripeté nel 2008, quando una sconfitta ai supplementari a Ponte San Pietro costò il salto di categoria, nonché nel 2014 quando i piemontesi dello Sporting Bellinzago vinsero il doppio confronto playoff.

La serie D arrivò comunque nell’annata 2014-2015 quando dopo 28 anni il club tornò su quel palcoscenico che merita grazie all’accoglimento della domanda di ammissione presentata in federazione. Iniziarono anni esaltanti, con sfide importanti a società storiche come Monza, Piacenza, Como, Lecco in cui non solo il Sondrio non sfigurò mai, bensì fu capace di esprimere un gioco di buon livello con allenatori quali Alberto Bertolini, Luca Colombo e Omar Nordi, con il settimo posto dell’annata 2018-2019 a spiccare tra gli altri.

squadra

 

Vitali
Vitali 

 

Redaelli
Redaelli

 

Il resto è storia recente, con il passaggio di consegne tra Mostacchi e Michele Rigamonti per una nuova avventura colorata di biancazzurro…